Test PHQ-9: come si legge il risultato?
Da qualche settimana non hai voglia di fare niente. Le cose che ti piacevano ti sembrano lontane, dormi male, ti senti stanco anche appena sveglio. Cerchi su internet "come capire se è depressione", trovi un questionario, lo compili, ed esce un numero: quindici. E adesso?
Il PHQ-9 è un questionario di nove domande che misura quanto spesso, nelle ultime due settimane, hai sperimentato alcuni sintomi legati all'umore. Serve a orientarsi, non a stabilire una diagnosi. Vediamo cosa misura, come si legge il punteggio e, soprattutto, cosa non può dirti.
Cos'è il PHQ-9 e cosa misura (e cosa non è)
Il PHQ-9 è un questionario breve che esplora i sintomi depressivi più comuni. Le nove domande riguardano: scarso interesse o piacere nelle attività, sentirsi giù o senza speranza, difficoltà a dormire o dormire troppo, sentirsi stanchi o con poca energia, problemi di appetito, sentirsi male con se stessi o sentire di aver fallito, difficoltà di concentrazione, muoversi o parlare più lentamente (o al contrario essere agitati), e pensieri di farsi del male o di essere meglio morti.
Cosa non è. Non è una diagnosi di depressione e non è un giudizio su di te. Misura quanto frequentemente hai riferito questi sintomi in un intervallo preciso, le ultime due settimane. Non dice perché stai così, non distingue una depressione da un lutto o da un periodo di difficoltà, e non valuta altri aspetti che contano nel quadro complessivo — come l'ansia, che merita un discorso a parte.
Come funziona, domanda per domanda
Per ogni voce indichi con quale frequenza il sintomo ti ha disturbato nelle ultime due settimane: mai, alcuni giorni, più della metà dei giorni, quasi ogni giorno. Ogni risposta corrisponde a un punteggio da 0 a 3, e la somma delle nove voci dà un totale, da 0 a 27.
Due cose contano. La prima è la finestra temporale: il questionario guarda le ultime due settimane, non come stai "in generale". La seconda è che si tratta di autovalutazione: misuri come percepisci i tuoi sintomi, non una grandezza oggettiva. Per compilarlo in modo utile, la regola è una sola: rispondere con onestà, senza minimizzare per orgoglio né esagerare per paura.
Come si legge il punteggio (e perché non è una diagnosi)
Il totale va da 0 a 27. Più alto è il numero, più frequentemente i sintomi sono stati presenti nelle ultime due settimane. Non è un esame: non c'è un risultato giusto o sbagliato, solo la fotografia di come hai vissuto le ultime due settimane. Nella pratica si usano di solito alcune fasce orientative — minima, lieve, moderata, elevata — che corrispondono a intervalli di punteggio (in genere 0-4, 5-9, 10-14, 15-27).
Il punto da tenere fermo: queste fasce non sono una diagnosi. Indicano quanto intensi sono stati i sintomi riferiti, non se hai una depressione. Lo stesso punteggio può avere significati molto diversi — un lutto appena avvenuto, un periodo di stress, una condizione che dura da mesi — e va letto insieme a come stai vivendo, a quanto il disagio ti limita e a quanto dura. Un numero alto non è un verdetto; è un'informazione che può orientare il passo successivo: parlarne con un professionista.
Cosa NON dice il PHQ-9
- Non diagnostica. Solo una valutazione professionale, con un colloquio, può dire se c'è un quadro depressivo.
- Non distingue tra esperienze diverse. Umore basso, lutto, stanchezza, periodo difficile: il questionario non fa queste distinzioni. Ne parliamo in elaborazione del lutto.
- Non spiega la causa né da dove viene il malessere.
- Non misura l'ansia. Per quella c'è il GAD-7, un questionario separato: ansia e umore basso spesso si accompagnano, e vanno guardati insieme (vedi ansia e depressione: i segnali).
- Non è una fotografia stabile. È legato alle ultime due settimane e può cambiare nel tempo.
Dove fare il test
Puoi fare il PHQ-9 gratuitamente sul nostro sito, nella pagina dei test di benessere: rispondi alle nove domande con sincerità e ottieni subito il tuo punteggio, senza registrazione. Sulla stessa pagina trovi anche il GAD-7 per l'ansia. Ricorda che entrambi sono strumenti di screening: nessuno dei due sostituisce la valutazione di un professionista. Farlo una volta, con calma, ha più senso che ripeterlo ogni giorno: quello che conta è come stai nel tempo, non il numero di oggi.
Quando chiedere aiuto
Il punteggio è uno spunto, non una condizione da soddisfare. Vale la pena parlare con uno psicologo se:
- l'umore basso e la perdita di interesse vanno avanti da più di due settimane;
- il disagio interferisce con lavoro, studio, sonno o relazioni;
- ti senti senza speranza o ti sembra che le cose non possano migliorare;
- hai perso interesse per quasi tutto ciò che prima ti piaceva.
Una nota importante e separata: il PHQ-9 comprende una domanda sui pensieri di farsi del male o di essere meglio morti. Se ti riconosci in quella domanda, non restare solo e non rimandare. Puoi parlare con un professionista, con una persona di fiducia o con un servizio di ascolto. Per le emergenze chiama il 112; se nella tua vita c'è una situazione di violenza o controllo, puoi rivolgerti al 1522, il servizio pubblico antiviolenza e antistalking. Chiedere aiuto in quel momento non è un segno di debolezza: è un passo concreto.
Come funziona un percorso online
Le sedute si svolgono in videochiamata, di norma a cadenza settimanale. La prima è gratuita e serve a capire se è il percorso giusto e con chi farlo. Nella pagina dell'équipe trovi psicologi iscritti all'albo, anche specializzati in umore e depressione. La terapia non sostituisce il medico: dove c'è una condizione che richiede una valutazione medica, il percorso psicologico si affianca alle cure, non le sostituisce. Se ti interessa sapere quando è il momento di rivolgersi a un professionista, leggi anche depressione: quando chiedere aiuto.
Domande frequenti
Il PHQ-9 diagnostica la depressione?
No. È uno strumento di screening: misura la frequenza di alcuni sintomi nelle ultime due settimane. La diagnosi richiede una valutazione professionale completa, che tiene conto della durata, del contesto e della storia della persona.
Cosa significa la domanda sui pensieri di farsi del male?
È una delle nove voci e riguarda i pensieri di morte o di autolesionismo. Se rispondi affermativamente, la cosa più importante è non restare solo: parlane con un professionista o con una persona di fiducia, e per le emergenze chiama il 112. È un segnale da prendere sul serio, non da minimizzare.
Un punteggio alto è per forza depressione?
No. Un punteggio alto dice che molti sintomi sono stati frequenti in quelle due settimane, non da cosa dipendono. Può trattarsi di un lutto, di uno stress forte o di altro ancora: è il colloquio con un professionista a fare chiarezza.
Posso fare il test se ho appena perso qualcuno?
Sì, ma il risultato va letto con particolare cautela: dopo una perdita è normale provare molti dei sintomi elencati, e questo non significa automaticamente che ci sia una depressione. In questi casi è ancora più utile il confronto con un professionista.
Meglio fare prima il PHQ-9 o il GAD-7?
Non c'è un ordine giusto: ansia e umore basso spesso vanno insieme, e molti trovano utile farli entrambi. Sono due strumenti diversi, uno per l'ansia e uno per l'umore, e nessuno dei due è una diagnosi.
Se ti riconosci in questa descrizione, puoi prenotare una prima seduta gratuita: serve a capire se e come proseguire, senza impegno.